Dopo qualche giorno passato fra sale di museo, navate e piazze piene di gente, viene voglia di spazio. Basta spostarsi a sud-est del centro perché la città lasci il posto alla campagna romana, ed è lì che mandiamo chi cerca una giornata all'aperto: la Via Appia Antica, con il Mausoleo di Cecilia Metella a circa 8 km in auto dalla struttura, e il Parco degli Acquedotti, a circa 11 km. Entrambi fanno parte del Parco regionale dell'Appia Antica, istituito nel 1988 dalla Regione Lazio, e sono perfetti per camminare, pedalare o stendere una coperta sul prato.
Come arrivare da Castro Pretorio
Per gli Acquedotti la via più semplice è la metro A. Da Termini, a circa 450 metri da Accomodation Corallo, si viaggia in direzione Anagnina e si scende a Giulio Agricola, Subaugusta o Lucio Sestio, le fermate più vicine al parco. Per l'Appia Antica le linee utili cambiano a seconda del tratto da cui volete iniziare: consultate percorsi e collegamenti sul sito ATAC prima di partire. Se pensate di usare l'auto, ricordate che la struttura non dispone di parcheggio e che lungo alcuni tratti dell'Appia la circolazione privata è limitata.
La regina viarum
I Romani la chiamavano regina viarum, la regina delle strade. Fu avviata nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Capua e, più tardi, al sud della penisola. Usciti dalle mura si cammina ancora sui basoli, i grossi lastroni di pietra della pavimentazione originale, fra pini, cipressi e rovine di sepolcri: in città era proibito seppellire i defunti, così le famiglie innalzavano i loro monumenti funebri ai bordi della via.
Un buon punto di partenza è Porta San Sebastiano, l'antica Porta Appia delle Mura Aureliane. Proseguendo si trova la piccola chiesa del Domine quo vadis, legata alla tradizione dell'incontro fra Pietro e Cristo, e subito dopo le zone delle catacombe.
Le catacombe lungo la via
Sull'Appia e nelle sue vicinanze si aprono alcune fra le catacombe cristiane più importanti di Roma. Le catacombe di San Callisto, tra le più vaste, conservano la cosiddetta cripta dei papi, dove riposano diversi pontefici del III secolo. Poco oltre, le catacombe di San Sebastiano corrono sotto l'omonima basilica. La visita è sempre guidata e si snoda fra gallerie scavate nel tufo, loculi e pitture paleocristiane; giorni di apertura e modalità si verificano sui siti ufficiali. Una felpa è utile anche in agosto: sottoterra la temperatura è fresca.
Cecilia Metella e Capo di Bove
Il simbolo della via è il Mausoleo di Cecilia Metella, un grande sepolcro a pianta circolare della seconda metà del I secolo a.C., dedicato a una nobildonna figlia di Quinto Cecilio Metello Cretico. Il fregio con i bucrani, le teste di bue scolpite, ha dato il nome alla località di Capo di Bove. Alla fine del Duecento la famiglia Caetani inglobò la tomba in un castello, trasformandola in torrione merlato; di fronte si conservano i resti del borgo, insieme alla chiesa gotica di San Nicola. Il complesso è oggi affidato al Parco archeologico dell'Appia Antica, a cui fanno capo anche altri siti lungo la strada, fra cui la grande Villa dei Quintili.
A piedi o in bicicletta
L'Appia è amata da chi cammina e da chi pedala, soprattutto nei weekend, quando le restrizioni alla circolazione rendono la passeggiata più quieta. Le regole possono cambiare: controllate le disposizioni in vigore sui siti del Parco e di Roma Capitale. I basoli sono suggestivi ma sconnessi, quindi servono scarpe con una buona suola e, in bici, pneumatici adatti. Nella zona ci sono punti di noleggio biciclette.
Il Parco degli Acquedotti
Per capire fin dove arrivava l'ingegneria romana, questo è il posto giusto. Il Parco degli Acquedotti occupa circa 240 ettari nel Municipio VII ed è attraversato dai resti di diversi acquedotti romani e papali. I più spettacolari sono gli archi dell'Acquedotto Claudio, iniziato sotto Caligola nel 38 d.C. e inaugurato da Claudio nel 52 d.C., che corrono per centinaia di metri nella campagna; al loro fianco passa l'Acquedotto Felice, fatto costruire da Sisto V alla fine del Cinquecento. Anche il cinema se n'è innamorato: Fellini vi girò alcune scene de La dolce vita, e il parco compare pure in La grande bellezza.
- Portate acqua e un cappello: in estate l'ombra è rara.
- Il momento migliore è il tardo pomeriggio, quando la luce colora gli archi di arancio.
- Dopo un temporale i sentieri possono diventare fangosi.
Di nuovo in Via Palestro
Per il ritorno la metro A riporta a Termini, e in pochi minuti a piedi siete ad Accomodation Corallo. Una doccia nel bagno privato della camera è il modo migliore per lasciarsi alle spalle la polvere della campagna, mentre il frigorifero tiene in fresco l'acqua per la gita del giorno dopo. Chi viaggia con il proprio cane può portarlo con sé anche in camera: gli animali sono ammessi.
Una base comoda per scoprire Roma
Cinque camere con bagno privato in Via Palestro, a 450 metri dalla Stazione Termini e a 250 metri dalla metro Castro Pretorio.